[1/2] Diserbo Meccanico del Frutteto: le macchine disponibili

Una corretta gestione delle erbe infestanti del sottofila garantisce un agevole svolgimento delle operazioni colturali, riduce la presenza di patogeni fungini e/o insetti dannosi e limita al tempo stesso la competizione tra la vegetazione spontanea e la coltura arborea.

Le soluzioni per il controllo delle malerbe del sottofila sono molteplici:

● impiego di erbicidi di sintesi;
● trinciatura;
● lavorazioni del terreno con macchine interceppo;
● pacciamatura (questa tecnica viene impiegata per lo più sui piccoli frutti)

 

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Nelle aziende frutticole in produzione biologica, dove non è consentito l’utilizzo del diserbo, la gestione delle malerbe è esclusivamente di tipo meccanico. In passato, sempre per le aziende biologiche, è stato proposto l’impiego del pirodiserbo, il quale non ha però incontrato un grosso favore a causa soprattutto del costo di gestione e dell’attenzione da adottare in situazioni ambientali di estrema aridità.

L’esigenza di adottare tecniche più ecosostenibili e meno impattanti per l’utilizzatore è divenuta un imperativo categorico anche per la produzione integrata. Fra le pratiche colturali che più significativamente rappresentano questa esigenza c’è proprio la gestione del suolo e in particolare il controllo delle erbe infestanti. La via da seguire è quella della riduzione dell’impiego degli erbicidi di sintesi sostituendoli progressivamente con soluzioni alternative. L’impiego di macchinari innovativi per la lavorazione del terreno del sottofila può quindi rappresentare un vero e proprio turning point per l’intera filiera frutticola.

 

Le macchine disponibili

post-1-di-2-tabella-1L’infittimento degli impianti fruttiferi ha reso necessario un cambio di marcia da parte delle società costruttrici attraverso l’adozione di nuove soluzioni ingegneristiche e sensoristica di ultima generazione. L’evoluzione tecnica di questi ultimi anni ha quindi condotto alla progettazione di nuovi macchinari sempre più efficienti. Oltre alla maggior funzionalità ottenuta dallo studio di dispositivi elettromeccanici che consentono di avvicinarsi sempre più al tronco, ma senza danneggiarlo, si è ottenuto un sensibile aumento nella velocità di lavorazione degli utensili, permettendo così un incremento nella resa oraria di lavoro (tabella 1).

Un altro limite finora posto da queste macchine era costituito dalla difficoltà del loro utilizzo in terreni con presenza di scheletro: le attuali tipologie di macchine stanno invece dimostrando una buona adattabilità anche nelle situazioni più difficili. Un altro limite alla diffusione delle macchine è stato il capitale di anticipazione necessario per l’acquisto. Le diverse società costruttrici hanno lavorato in quest’ottica, ideando macchinari abbinabili a diversi tipi di utensili, ottimizzando in questo modo il capitale investito. Da questo punto di vista, stanno venendo altresì in aiuto le misure di sostegno agroambientali dei Piani di sviluppo rurale che finanziano in parte gli investimenti per l’acquisto di nuovi macchinari innovativi quali, per l’appunto, quelli finalizzati alla lavorazione del terreno. Le macchine disponibili per la lavorazione del suolo del sottofila disponibili oggi sul mercato sono di diverso tipo. Di seguito si fornisce una breve descrizione.

 

Macchine trinciaerba con tagliaerba laterale

post-1-di-2-aQuesto tipo di macchina è presente sul mercato da più anni. La trincia è portata posteriormente dalla trattrice e lateralmente può essere dotata di un utensile a flagelli (decespugliatore), un disco con appositi coltelli oppure altri utensili per la lavorazione interceppo sempre abbinabili alla normale trincia. Questa tipologia di macchina procede quindi alla pulizia contemporanea dell’interfila e del sottofila. Nel caso del decespugliatore, i fili plastici della spazzolatrice laterale devono essere sostituiti ogni qualvolta risultano usurati.

 

Macchine tagliaerba laterali
A differenza del precedente, il macchinario è stato studiato per pulire esclusivamente il sottofilare dalle infestanti. Esistono macchine a coltelli e altre a flagelli. Anche in questo caso i fili plastici vanno sostituiti periodicamente.

 

Macchine interceppo per la lavorazione del suolo nel sottofila

Le maggiori innovazioni nel campo delle macchine interceppo si sono avute nel segmento della lavorazione del suolo. Alcune di queste sono portate anteriormente, altre posteriormente e la stessa macchina può essere abbinata a diversi tipi di utensili. Gli attrezzi possono essere alimentati o autonomamente dal proprio impianto
idraulico o da quello del trattore e, attraverso appositi sensori a sensibilità variabile, possono spostarsi automaticamente al contatto con la pianta permettendo così di lavorare anche negli impianti più fitti e quelli in fase di allevamento. Le principali regolazioni sono azionate dal posto di guida dell’operatore tramite un distributore idraulico o elettro-idraulico, consentendo di operare anche nelle situazioni più difficili. Oltre al controllo delle infestanti, è stato notato che la lavorazione meccanica del sottofila va altresì a disturbare l’attività delle arvicole, controllandole così indirettamente.

 

Macchine interceppo in posizione ventrale

A differenza delle precedenti, queste sono posizionate lateralmente alla trattrice, consentendo quindi all’operatore una più agevole visualizzazione e controllo della macchina attraverso appositi comandi elettromeccanici. Scalzatrici-rincalzatrici. La pratica della scalzatura-rincalzatura è consuetudinariamente svolta dai produttori biologici, ma spesso viene impiegata anche dalle aziende a produzione integrata in autunno e primavera al fine di arieggiare il terreno e ritardare la comparsa delle infestanti. Oltre alle tipologie di attrezzi già conosciuti e diffusi è possibile utilizzare appositi utensili da abbinare a macchine più complesse.post-1-di-2-b

 

Nuovi prototipi

Sono in fase di studio nuove metodologie per il controllo delle erbe infestati del sottofila. Ad esempio, l’utilizzo di acqua ad alta pressione, che irrorata violentemente sulle infestanti ne provoca la distruzione, rappresentando una possibilità di controllo totalmente naturale ed ecosostenibile.

Nel prossimo post verrà descritta una sperimentazione di confronto effettuata in due aziende.

 

Tratto da:
Soluzioni per il diserbo meccanico in frutticoltura
di: Luca Nari, Graziano Vittone
L’Informatore Agrario n° 19/2016 pag. 44